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Percorsi per mountain bike "SENTIERI PERDUTI"
disegnato dalla "Anonima Pedalatori" di Sarsina

Per maggiori informazioni, aggiornamenti sui sentieri ed altro,
visitare il sito dell'Associazione
PlautoBike

FACILE ore 2.00 Km 21
MEDIO ore 3.00 Km 27
MEDIO ore 2.30 Km 28
DIFFICILE ore 3.00 Km 20
MOLTO DIFFICILE ore 5.30 Km 40

"SENTIERI PERDUTI" sono itinerari definiti dai professionisti della MTB fra i più belli in assoluto a livello nazionale. Negli oltre 130 Km. del loro sviluppo offrono, infatti, tali e tante opportunità di carattere tecnico, morfologico ed ambientale da renderli effettivamente unici. L’area entro la quale si snodano è collocata a nord-ovest dell’abitato di Sarsina, ed è caratterizzata da una sostanziale assenza di insediamenti umani. Resti delle umili abitazioni e soprattutto rovine delle modeste, seppur dignitose, pievi di Careste, Ruscello, San Salvatore, Mangano, ecc. spuntano qua e là nelle posizioni più suggestive.
Questo antico esodo ha creato le condizioni per il ripristino di un ecosistema primordiale dove gli equilibri sono scanditi esclusivamente dagli eventi naturali. I boschi hanno coperto campi lavorati e nell’aria, i profumi dolci e penetranti della ginestra e del biancospino hanno sostituito l’acre essenza del letame.
L’intervento del gruppo ANONIMA PEDALATORI MTB di Sarsina, in questo ambiente così precario e delicato, pur nello spirito di non modificare le condizioni generali, è stato quello di sistemare vecchi tracce di collegamento interpoderale e mulattiere di unione fra crinale e fondovalle e, infine, riattivare sorgenti in disuso.
Le descrizioni dei percorsi è volutamente sobria. Si vuole così lasciare vivo quello "spirito pionieristico" necessario per far pedalare anche la fantasia

 

FACILE
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Il percorso segue per circa 4 Km. la vecchia statale Umbro-Casentinese, per abbandonarla appena superato il ponte della Marianna in località Valbiano, imboccando la carreggiata sulla destra che inizia immediatamente ad inerpicarsi lungo la valle del torrente Ruscello.
Dopo la prima parte che si svolge a mezza costa nell’amena gola, superata la sorgente del Fonte Macchie, dopo circa 3,5 Km., l’orizzonte si allarga e, superato il ponte che attraversa il ruscello, si susseguono vedute a volte discrete, a volte maestose che si stagliano sul verde della vegetazione o sull’azzurre cangiante del cielo fino a raggiungere l’apice a quota 750 metri, da dove si può spaziare su tutta la corona dell’Appennino con le cime del Monte Fumaiolo (1407 m.), del Monte Comero (1300 m. s.l.m.), del Monte Carpegna (1415 m.) e del Monte Aquilone (900 m.).
La discesa, fra vecchi casolari abbandonati e pievi diroccate, conduce dopo 9 km., al punto di partenza.

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MEDIO
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Partendo dalla Via Don Sturzo, nella parte alta dell’abitato di Sarsina, si segue il sentiero per le "marmitte dei giganti".
Raggiunta la mulattiera di Cereste, la si percorre fino al bivio per Montalto (474 m.). Qui si gira a sinistra e si prosegue fino a raggiungere i resti della abbazia di San Salvatore in Summano.
Continuando, lo sterrato si restringe e, rapidamente, arriva al fosso Mulinello, dopo il guado, il sentiero giunge al rudere di Saiano (450 m.), poi a quello dei sassi (540 m.) e, di seguito, all’incrocio con lo sterrato che, a destra, conduce a Pian di Meglio (668 m.).
Superata la sbarra alla fine della strada, ci si immette nuovamente, a destra, nella parte alta della mulattiera di Careste a quota 712 m. che si percorre per circa 4 km, fino al bivio in prossimità di Bazzano (550 m.).
Girando a sinistra, si sale fino alla cima del Monte Finocchio (643 m.), e quindi, raggiunta la provinciale 128, si prosegue a destra per Tezzo. Da qui si può affrontare a sinistra la varante del percorso che conduce a Vetracchio (390 m.), ridente località in un ambiente agreste di altri tempi.
Ritornati a Tezzo, il rientro a Sarsina è una continua discesa.

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MEDIO
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Si percorre la mulattiera di Careste per 5 Km., fino a superare Bazzano (550 m.) di poche centinaia di metri.
Poco prima di raggiungere una casetta di pietra a sinistra della strada, si imbocca a destra una sentiero che, oltrepassata una sbarra, inizia a scendere lungo il fianco di Monte Guscella (559 m.).
Superate le rovine di Cà Guscella, si prosegue in ripida discesa fino al Rio Cella (319 m.). Guadato il fosso, il sentiero si inerpica fino al vicino Mulino Vallicella (353 m.). Qui la strada si allarga e, comodamente, conduce alla provinciale 128 che si percorre sulla destra in direzione Sarsina.
Superato il valico del Monte Finocchio (607 m.), si scende per 2 km., fino a raggiungere Tezzo. A sinistra inizia la variante del percorso che conduce a Vetracchio (390 m.), ridente località in un ambiente agreste di altri tempi.
Ritornati a Tezzo, il rientro a Sarsina è una continua discesa.

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DIFFICILE
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Imboccata la provinciale 128 in direzione Ranchio, dopo 2 Km., si giunge in località Calbano (355 m.). Lasciate alle spalle le antiche torri, si prende lo sterrato a sinistra che, dopo aver costeggiato la nuova "Arena Plautina" ed una campagna dalle tipiche coltivazioni collinari, si butta rapidamente sul Rio della Crocetta. Da qui si risale, con qualche difficoltà, fino alla mulattiera di Careste.
Superata dopo 6 Km l’omonima Pieve a quota 690 m., ci si immette a sinistra in uno spettacolare tracciato molto tecnico che, con continui saliscendi e avvicendamenti ambientali, conduce alla vecchia chiesetta della Madonna del Mangano (509 m.).
Si prosegue a sinistra lungo un brullo sentiero a mezzacosta che immette in uno sterrato che conduce alla località di Tibbio e da qui alla Casetta di Campagna, per ritornare, dopo 1 Km., alla mulattiera di Careste.
Si risale quindi a sinistra per circa 200 metri per poi prendere la strada a destra che conduce alle "Marmitte dei giganti".
Proseguendo si arriva alla parte alta di Sarsina dopo 500 metri.

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MOLTO DIFFICILE
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Partendo dalla parte alta dell’abitato di Sarsina (Via Don Sturzo), si imbocca l’antica mulattiera che conduce alle "marmitte dei giganti".
Proseguendo si raggiunge la mulattiera di Careste che si percorre fino a superare la omonima pieve (690 m.) dopo circa 7 Km.
Imboccato il sentiero di sinistra, lo si percorre affrontando discese tecniche, guadi, castagneti, macchia mediterranea, fino a raggiungere il rudere della chiesetta della Madonna del Mangano (509 m.).
Poco oltre, sulla destra, per una discesa mozzafiato, si raggiunge il fosso di Ruscello che si costeggia per alcuni chilometri di ineguagliabile bellezza fin sotto la chiesa di Valbiano, dopo aver spinto la MTB per 100 metri di salita impossibile.
Si prosegue sulla destra per la carrareccia di Careste. Superata la pieve diroccata di Ruscello (650 m.), dopo poche centinai di metri, ci si immette su un irto sterrato che si abbandona poco più avanti per prendere a destra un sentiero di crinale che fa raggiungere la quota massima del percorso (Monte di Facciano 936 m.). Tra pascoli e boschi, in continuo saliscendi, si arriva al Monte Bandiera (823 m.). Fine delle fatiche.
Da qui, discese panoramiche si susseguono fra faggeti e pinete fino a raggiungere Quarto (340 m.) e l’omonimo lago.
Il rientro è per la vecchia statale Umbro-Casentinese che si percorre per 7 Km., fino a Sarsina.

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Data ultimo aggiornamento 04-03-2013